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Suggeriamo una sosta in silenzio per ascoltare i suoni della natura e la musica dell'acqua.

 

Se guardiamo verso i nostri piedi noteremo che siamo avvolti dal marmo e parte della  montagna, se alziamo lo sguardo anche verso l’accesso della galleria ci sorprenderà la vastità dell’ambiente.

E’ la fase sensoriale e più personale della visita, quella che ha ispirato ad esempio uno dei grandi maestri della danza contemporanea, il coreografo brasiliano Ismael Ivo, artista eclettico noto in tutto il mondo e direttore della Biennale Danza di Venezia, ad ambientare qui l’interpretazione del mito di Atlante. La cava infatti ha ospitato ed ospita ogni anno eventi culturali unici.

 

Se ci concentriamo sui colori e le striature di questo materiale comprenderemo perché il marmo di Ornavasso  ha dato vita ad alcuni capolavori dell’arte italiana: il Duomo di Milano, in particolare per il rivestimento esterno e le lastre dei pavimenti, la facciata della Certosa di Pavia e il rivestimento dei pilastri nell’Ottagono del Duomo di Pavia, cantiere che a partire dal Cinquecento impegnerà per secoli le cave di Ornavasso. Sono in marmo di Ornavasso anche i rivestimenti delle absidi di San Carlo e Santa Cristina a Torino, l’altare e i pinnacoli della chiesa di Busto Arsizio, l’altare della Chiesa del Sestriere, la chiesa di San Fedele e l’Arco della Pace in Corso Sempione a Milano. Tra gli artisti più recenti e noti basti ricordare i nomi di Giò Pomodoro e Giancarlo Sangregorio.

 

 

Per tornare al Duomo di Milano occorre ricordare che la grande quantità di marmo richiesto per la facciata ed i pavimenti dell’insigne monumento fece la fortuna delle Cave di Ornavasso e di una categoria di imprenditori capace di applicare nuove tecniche e di fornire alla Fabbrica del Duomo materiale grezzo, finito e prefinto, anche quando Napoleone Bonaparte, dopo l’incoronazione nel Duomo, decretò il completamento della facciata.

 

 

Poi tutto si fermò e le cave e le segherie vennero abbandonate forse per il frazionamento delle proprietà, le alluvioni del torrente San Carlo del 1839 e del 1868 e la costruzione a Baveno di una segheria direttamente di proprietà della Fabbrica del Duomo.

Negli anni 1912 e 1913 si richiedono i permessi di escavazione per questa Cava, “abbandonata da moltissimi anni”: nel 1917 gli operai a libro paga erano undici, nel 1939 erano cinquantadue.

 

 

Il primo conflitto mondiale determina un’impennata della richiesta di carbonato di calcio molto importante per la produzione di acetilene: entrano in piena attività le fornaci nei pressi di altre cave di Ornavasso e si incrementa il lavoro dei boscaioli e di altre maestranze, anche femminili, impiegate nei lavori di costruzione della vicina Linea Fortificata Cadorna.

 

 

L'attività si interrompe nel 1951, in quanto la dimensione della galleria non consente più una lavorazione adeguata alle esigenze del mercato, per riprendere ad altri livelli di cava nel 1995: questa infatti è una cava storica ma sotto i vostri piedi c’è una cava in galleria ancora attiva e coltivata con tecniche moderne dalla ditta Le Rogge, erede delle attività della famiglia Moschini che commercializza nel mondo questo prezioso materiale.

 


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Visite guidate Antica Cava  Moschini e Linea Cadorna:  info@anticacava.it - Estate 2016 la cava sarà chiusa alle visite - Dal 19 novembre 2016 riapertura
con  "La vera grotta di Babbo Natale"  - www.grottadibabbonatale.it  - Presepe, Parco con animali, Mercatini, Musical

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