Possiamo ora concentrarci sugli aspetti tecnici del lavoro del cavatore.

 

Le tecniche estrattive sono ben evidenti: il filone presenta striature semiverticali, si alternano strati grigi di origine argillosa, depositi di sabbia e alluvionali e strati più calcari bianchi e rosa, possibili depositi di microorganismi di un antico fondale marino sollevatosi verticalmente con la formazione delle Alpi.

 

L’area di cava è stata realizzata dall’alto con piccole gallerie e pozzi di accesso visibili sulla sinistra dove erano fissate le pulegge del filo elicoidale utilizzate per tagliare la bancata di marmo da estrarre, tra gallerie e cammini di avanzamento.

 

Il filo elicoidale è una corda di acciaio che scorre tra due pulegge, che trasporta una miscela abrasiva di acqua e sabbia di mare, rinvenuta nel tragitto della galleria durante i lavori di recupero della cava storica.

L’azione del filo di acciaio ha lasciato segni evidenti sul “pavimento” del salone di estrazione e se siete attenti osservatori potete osservarne le tracce anche sulla volta della galleria di accesso, mentre la percorrete a ritroso verso l’uscita.

 

Anticamente invece le cave erano a cielo aperto e l’attacco del masso avveniva  utilizzando sapientemente strumenti primordiali di ferro forgiato come punte, mazze, cunei e palanchini, aprendo varchi nelle zone più deboli.

 

I blocchi tagliati, movimentati da argani e sbozzati a mano sul posto venivano poi rifiniti all’esterno sul piazzale di cava, trasportati in paese da un carro trainato da “ben sei cavalli”, dove venivano ridotti in lastre con telai artificiali.

 

 

Visite guidate Antica Cava  Moschini e Linea Cadorna:  info@anticacava.it - Estate 2016 la cava sarà chiusa alle visite - Dal 19 novembre 2016 riapertura
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